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Intolleranze e allergie alimentari

Non sono così frequenti come sembra

Le allergie alimentari sono molto più rare di quanto i pediatri qui da noi facciano pensare ai genitori. Si calcola che soltanto il 2 o 3 per cento dei bambini è affetto da questo problema e, nella maggior parte dei casi essi sono allergici ad un solo alimento.
Purtroppo però nel nostro paese si è affermata una consuetudine dei pediatri a diagnosticare questo problema con criteri che portano a errori e danni a carico di moltissimi bambini.Dire che un bambino “non cresce bene” capita molto spesso qui da noi, anche quando da un punto di vista obbiettivo ciò non è vero.
Mi capita in continuazione di vedere bambini che sono stati definiti “sottopeso” e che invece sono perfettamente sani e ben nutriti. Se si vuole davvero capirci qualcosa, bisogna partire innanzitutto dall’idea che la crescita di un bambino non deve essere valutata soltanto con la bilancia.

Diete senza motivo
Personalmente non faccio altro che liberare (sì, liberare!) piccoli che sono stati messi a dieta per mesi o anni senza alcun motivo scientifico valido.
E questo è poco. Alcuni mesi fa si è rivolta a me una famiglia estremamente provata per il fatto che il loro bambino di quasi due anni era stato tenuto a digiuno completo perché, a detta dei medici di un ospedale famoso, era affetto da intolleranze alimentari gravi.
Questa diagnosi era stata fatta perché il bambino, dopo una gastroenterite virale contratta a sei mesi, aveva continuato a manifestare alcune scariche liquide al giorno. Malgrado una dieta strettissima non avesse migliorato questo sintomo, il poveretto era stato considerato comunque “intollerante” e la sua alimentazione era stata ristretta sempre più, fino alla decisione di sottoporlo, senza che si fosse mai fatta una diagnosi fondata, ad una alimentazione “parenterale”, cioè attraverso una cannula introdotta in una vena vicina al cuore. Questo tipo di alimentazione, però, non riesce mai a dare una quantità di cibo sufficiente per una normale crescita, per cui il bambino, che veniva trattato in tal modo ormai da un anno, aveva un aspetto simile a quello di un piccolo gravemente malnutrito del terzo mondo.
La difficoltà di convincere i genitori
Ho fatta moltissima fatica a convincere i genitori del piccolo che egli, molto probabilmente, non aveva alcuna intolleranza e che sarebbe stato giusto ridargli da mangiare per bocca. Essi erano così spaventati e traumatizzati che ho dovuto lavorare con molta delicatezza per due o tre mesi per incoraggiarli a ridar da mangiare al piccolo una dieta normale per la sua età. Il risultato è che, dopo poche settimane è stato possibile asportare la cannula dell’alimentazione parenterale e che adesso il bambino mangia tutto e cresce normalmente.

Pensate a quanta sofferenza è stata inflitta inutilmente a questo bambino e alla sua famiglia per seguire un concetto di allergia o intolleranza che non ha uguali nel mondo.

Se il vostro bambino ha subito la diagnosi di allergia o intolleranza “multipla”, cioè a più alimenti contemporaneamente, non vi arrendete: molto probabilmente non ha alcun disturbo legato ai cibi, ma sintomi spiegabili altrimenti. Leggetevi comunque, nella sezione “Notizie salute”, l’articolo “Allergie e intolleranze alimentari: che esagerazione!” e, se vi sembra che le cose non quadrano con ciò che sta accadendo a vostro figlio, chiedetemi pure una consulenza.
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